Contenuti
01. Notizie in breve
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Revolut condivide i dati dei clienti con un hacker che si spaccia per un'agenzia governativa
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La Spagna segnala la prima violazione dei dati personali causata da un attacco tramite agente IA
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Un attacco informatico mette fuori uso il sito web dell’Organizzazione Internazionale di Meteorologia
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Secondo un nuovo rapporto, gli attacchi informatici colpiscono quasi un terzo delle organizzazioni in tutto il mondo
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Gli hacker iraniani prendono di mira dissidenti e giornalisti con il malware CHOSEN BRICK
02. Conclusione
Revolut ha condiviso i dati dei clienti con un hacker che si spacciava per un'agenzia governativa
Revolut ha reso nota una violazione dei dati dopo aver consegnato le informazioni dei clienti a un malintenzionato che si spacciava per un'agenzia governativa. L'azienda ha dichiarato che la richiesta via e-mail riportava credenziali di autenticazione del dominio valide, il che ha indotto il personale a considerarla legittima.
Le informazioni divulgate includevano nomi, date di nascita, indirizzi e recapiti, oltre a copie di documenti d’identità e immagini di verifica facciale. Sono stati condivisi anche estratti conto, numeri IBAN, registrazioni dei prelievi e cronologie complete delle transazioni, comprese quelle in Bitcoin.
Revolut ha dichiarato che il numero di clienti coinvolti è limitato, ma non ha voluto rivelarne l’entità. L’azienda ha bloccato l’indirizzo e-mail e ha informato l’agenzia governativa competente, le forze dell’ordine e le autorità di regolamentazione. Ha inoltre affermato che i propri sistemi e i fondi dei clienti non hanno subito alcun danno.
L’incidente evidenzia i rischi legati all’affidarsi esclusivamente all’autenticazione tramite e-mail per stabilire la legittimità. Le organizzazioni che gestiscono informazioni sensibili necessitano di processi solidi per verificare le richieste in modo indipendente, in particolare quando queste sembrano provenire da autorità fidate che richiedono l’accesso ai dati dei clienti.
La Spagna segnala la prima violazione dei dati personali causata dall’attacco di un agente di IA
L’agenzia spagnola per la protezione dei dati, l’AEPD, ha segnalato la sua prima violazione dei dati personali derivante da un attacco sferrato da un agente autonomo basato sull’intelligenza artificiale.
Secondo l’agenzia, un aggressore ha impiegato un agente che utilizzava un modello linguistico di grandi dimensioni, di cui non è stato rivelato il nome, per prendere di mira un’organizzazione. L’agente ha esaminato i file e ha effettuato una scansione alla ricerca di vulnerabilità, individuando punti deboli che hanno consentito l’accesso in lettura e scrittura a documenti contenenti informazioni personali e fatture.
L’agente è riuscito a collegare con successo diverse fasi dell’attacco, dimostrando come l’IA possa supportare le intrusioni lungo l’intera sequenza di attacco. L’AEPD ha avvertito che le organizzazioni necessitano di capacità di rilevamento, contenimento e risposta in grado di stare al passo con attacchi sempre più rapidi, pur mantenendo la supervisione umana.
L’agenzia ha esortato le organizzazioni a rivedere le proprie misure di sicurezza e di protezione dei dati. Tra le priorità figurano la riduzione al minimo dei dati archiviati, la limitazione degli accessi, la correzione delle vulnerabilità, la gestione dei rischi legati ai fornitori e la preparazione di procedure di risposta agli incidenti. Il caso evidenzia perché le organizzazioni debbano tenere conto degli agenti di IA nella valutazione delle minacce ai dati personali.
Un attacco informatico mette fuori uso il sito web dell’Organizzazione Internazionale dei Meteori
L’Organizzazione Internazionale delle Meteore (IMO) ha segnalato diverse settimane di interruzioni dopo che un attacco informatico ha inferto un colpo critico alla sua infrastruttura ormai obsoleta, rendendo inaccessibile gran parte del suo sito web.
L’organizzazione senza scopo di lucro, che coordina le osservazioni di meteore da parte di dilettanti e professionisti in tutto il mondo, ha dichiarato che sta passando a una nuova infrastruttura e a nuovi servizi. Durante l’interruzione, sta dando priorità alle segnalazioni di bolidi, con una pagina dedicata alle segnalazioni che rimane disponibile e alcuni aggiornamenti condivisi tramite Facebook.
Fondata nel 1988, l’IMO contribuisce a standardizzare la segnalazione delle meteore e gestisce banche dati contenenti osservazioni, fotografie e video utilizzati dalla comunità astronomica. L’interruzione limita l’accesso alle risorse che supportano la ricerca scientifica e la collaborazione.
Il movente dell’attacco rimane poco chiaro. Nessun gruppo ha rivendicato pubblicamente la responsabilità e non si hanno notizie di richieste di riscatto né di furti di dati confermati.
L’incidente evidenzia l’impatto operativo che gli attacchi informatici possono avere sulle organizzazioni scientifiche, dove le infrastrutture obsolete possono complicare il ripristino e prolungare l’interruzione dei servizi.
Secondo un nuovo rapporto, gli attacchi informatici colpiscono quasi un terzo delle organizzazioni in tutto il mondo
Quasi un terzo (29%) delle organizzazioni in tutto il mondo ha subito un attacco informatico andato a buon fine nell’ultimo anno, secondo l’Hiscox Cyber Readiness Report 2026. Le organizzazioni colpite hanno segnalato in media quattro incidenti.
Il sondaggio condotto su 6.800 responsabili delle decisioni in materia di sicurezza ha rilevato che gli incidenti informatici sono costati alle organizzazioni in media circa 52.000 dollari nel corso dell’anno, mentre i tempi di inattività sono stati in media di 32,8 ore.
Gli effetti sono andati oltre la semplice interruzione dell’attività. Tra le vittime, il 32% ha segnalato ritardi nella crescita o nelle nuove iniziative aziendali, il 31% ha dovuto far fronte a un aumento dei costi per il personale o per le competenze esterne e il 29% ha perso opportunità commerciali o partnership.
Anche i dipendenti ne hanno risentito: il 69% delle organizzazioni colpite ha segnalato casi di burnout, stress elevato o una cultura organizzativa tossica a seguito di un attacco.
Le aziende investono circa 51.000 dollari all’anno nella resilienza informatica, inclusi la formazione dei dipendenti, il reclutamento e gli strumenti di sicurezza. Quasi un terzo (32%) ora collega direttamente la retribuzione dei dirigenti o gli indicatori di performance ai risultati in materia di sicurezza informatica, a testimonianza del crescente riconoscimento del fatto che la resilienza informatica richiede responsabilità a tutti i livelli dell’organizzazione.
Gli hacker iraniani prendono di mira dissidenti e giornalisti con il malware CHOSEN BRICK
Le agenzie governative hanno avvertito che hacker legati allo Stato iraniano stanno utilizzando un malware per Windows chiamato CHOSEN BRICK per spiare dissidenti, attivisti e giornalisti in tutto il mondo.
Un avviso congiunto delle autorità del Regno Unito, degli Stati Uniti e dei Paesi Bassi descrive in dettaglio attacchi che iniziano con messaggi su WhatsApp o Telegram che si spacciano per contatti fidati o per il supporto tecnico. Le vittime vengono indotte ad aprire file dannosi camuffati da applicazioni legittime, talvolta su dispositivi personali per aggirare i controlli di sicurezza sul posto di lavoro.
Il malware è in grado di rubare e-mail e dati di messaggistica, acquisire screenshot, registrare l’audio dal microfono e scaricare ulteriore software dannoso. Può inoltre cancellare file o azzerare i sistemi infetti.
Gli autori degli attacchi utilizzano i bot di Telegram per controllare il malware e trasferire le informazioni rubate tramite servizi di messaggistica e cloud. Le autorità hanno avvertito che il materiale rubato talvolta compare su siti di divulgazione filo-iraniani, consentendo atti di molestia e aumentando i rischi fisici per le persone prese di mira.
Le organizzazioni dovrebbero indagare sulle attività sospette alla luce degli indicatori di compromissione indicati nell’avviso e assicurarsi che il personale verifichi in modo indipendente i messaggi inattesi e le richieste di software.
Se siete preoccupati per una delle minacce descritte nel presente bollettino o avete bisogno di assistenza per stabilire quali misure adottare per proteggervi dalle minacce più rilevanti che la vostra organizzazione deve affrontare, vi invitiamo a contattare il vostro account manager oppurea contattarciper scoprire come proteggere la vostra organizzazione.
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Il “Threat Intel Roundup” è stato redatto da Integrity360 per riassumere le notizie relative alle minacce così come le osserviamo, aggiornate alla data di pubblicazione. Non deve essere considerato come consulenza legale, di consulenza o di qualsiasi altro tipo. Eventuali raccomandazioni devono essere valutate nel contesto della propria organizzazione. Integrity360 non assume alcuna posizione politica nelle informazioni che condivide. Inoltre, le opinioni espresse potrebbero non riflettere necessariamente il punto di vista di Integrity360.