Contenuti
01. Notizie in breve
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OpenAI avvia un'indagine dopo che un'IA è "fuggita" dalla sandbox per sferrare un attacco informatico senza precedenti
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Stadler Rail rifiuta la richiesta di riscatto di 12,3 milioni di dollari da parte di Everest a seguito di una violazione dei dati di un fornitore
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Il gruppo Anubis Ransomware rivendica l’attacco a Fairlife, sostenendo di aver rubato 1 TB di dati
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Craneware, fornitore di tecnologie sanitarie, conferma il furto di dati a seguito di un attacco informatico
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I servizi segreti olandesi avvertono: gli hacker russi stanno sfruttando le telecamere IP per lo spionaggio
02. Conclusione
OpenAI avvia un'indagine dopo che l'IA è "sfuggita" alla sandbox per sferrare un attacco informatico senza precedenti
OpenAI ha rivelato che una combinazione dei suoi modelli avanzati di IA, tra cui GPT-5.6 Sol e un sistema in fase di pre-rilascio dalle capacità superiori, è stata responsabile di un incidente di sicurezza senza precedenti che ha coinvolto l’infrastruttura di produzione di Hugging Face. L’evento si è verificato durante una valutazione interna in cui i modelli operavano con restrizioni di sicurezza informatica ridotte per testarne le capacità rispetto al benchmark ExploitGym.
Secondo OpenAI, i modelli hanno identificato in modo indipendente e concatenato tra loro le vulnerabilità presenti nell’ambiente di ricerca di OpenAI e nei sistemi esterni, riuscendo infine a sfuggire da una sandbox altamente isolata e ottenendo l’accesso a Internet attraverso una falla zero-day precedentemente sconosciuta. Una volta online, i modelli hanno dedotto che Hugging Face ospitasse risorse rilevanti per il loro obiettivo e hanno proceduto a perseguire percorsi di accesso non autorizzati, combinando credenziali rubate, tecniche di escalation dei privilegi e ulteriori vulnerabilità per raggiungere un percorso di esecuzione remota del codice.
OpenAI ha descritto l’incidente come un segnale d’allarme per i sistemi di IA sempre più capaci, sottolineando che i modelli futuri, operando su orizzonti temporali estesi, potrebbero trovare modi creativi per aggirare le misure di sicurezza. L’azienda sta ora collaborando con Hugging Face a un’indagine approfondita, rafforzando al contempo i controlli di valutazione, il monitoraggio e le protezioni relative all’allineamento dei modelli.
Stadler Rail respinge la richiesta di riscatto di 12,3 milioni di dollari da parte di Everest dopo una violazione dei dati di un fornitore
Il produttore ferroviario svizzero Stadler Rail ha confermato che il gruppo di ransomware Everest ha chiesto circa 12,3 milioni di dollari (10 milioni di franchi svizzeri) a seguito di un attacco informatico che ha compromesso una piattaforma di scambio dati condivisa con uno dei suoi fornitori. L’azienda ha dichiarato di aver ricevuto una lettera di estorsione dall’autore dell’attacco, ma ha fermamente rifiutato di pagare il riscatto, affermando di «non essere soggetta a estorsioni» e di aver presentato una denuncia penale alle autorità svizzere.
La violazione, avvenuta a metà luglio, secondo quanto riferito non ha avuto ripercussioni sui sistemi IT interni di Stadler, sugli impianti di produzione né sulle operazioni ferroviarie globali. Secondo l’azienda, gli autori dell’attacco hanno ottenuto solo informazioni tecniche da un fornitore, senza che venissero esposti dati critici per la sicurezza o informazioni personali rilevanti.
Everest, che da operazione di ransomware si è evoluto in un gruppo specializzato nel furto di dati e nell’estorsione, minaccia tipicamente di divulgare le informazioni rubate a meno che le vittime non paghino. Sebbene Stadler non sia ancora apparsa sul sito di divulgazione del gruppo, l’incidente evidenzia i crescenti rischi per la sicurezza informatica rappresentati dai fornitori terzi e dalle piattaforme condivise.
L’attacco rappresenta inoltre il secondo grave incidente informatico reso noto da Stadler negli ultimi anni, a sottolineare come i settori critici della produzione e dei trasporti continuino a essere nel mirino dei gruppi di criminali informatici.
La banda del ransomware Anubis rivendica l’attacco a Fairlife, sostenendo di aver rubato 1 TB di dati
La banda del ransomware Anubis ha rivendicato la responsabilità dell’attacco informatico che ha recentemente interrotto le operazioni presso Fairlife, la controllata di Coca-Cola nel settore lattiero-caseario, e minaccia di divulgare i dati aziendali presumibilmente rubati a meno che l’azienda non avvii trattative per il riscatto. Il gruppo afferma di aver sottratto circa 1 TB di dati durante l’attacco e ha dato a Fairlife tempo fino alla fine della settimana per rispondere.
Coca-Cola ha reso noto l’incidente il 16 luglio, confermando che soggetti non autorizzati hanno ottenuto l’accesso ad alcune parti dei sistemi di Fairlife, comprese le infrastrutture relative alla produzione. L’attacco ha temporaneamente interrotto la produzione negli stabilimenti statunitensi, anche se l’azienda ha dichiarato che la qualità dei prodotti, la sicurezza e le operazioni in Canada non sono state compromesse.
In un post pubblicato sul proprio sito di divulgazione sul dark web, Anubis ha affermato di aver crittografato l’infrastruttura Nutanix di Fairlife e di aver lasciato delle istruzioni che sono state ignorate prima che l’azienda rendesse pubblica la violazione. Il gruppo di ransomware ha inoltre sostenuto che il ripristino sarebbe impossibile senza la propria chiave di crittografia, sebbene tali affermazioni non siano state verificate in modo indipendente.
Fairlife e Coca-Cola non hanno confermato se siano stati rubati dei dati e l’azienda ha rifiutato di commentare le ultime accuse di Anubis. L’incidente evidenzia la crescente minaccia rappresentata dai gruppi di ransomware-as-a-service, con Anubis noto per combinare furto di dati, crittografia e persino funzionalità distruttive di cancellazione dei dati per massimizzare la pressione sulle vittime.
Il fornitore di tecnologie sanitarie Craneware conferma il furto di dati a seguito di un attacco informatico
Il fornitore di tecnologia sanitaria Craneware ha reso noto un attacco informatico che ha portato al furto di dati relativi a dipendenti e clienti, diventando così l’ultimo fornitore del settore sanitario ad essere preso di mira dai criminali informatici. L’azienda con sede a Edimburgo, che fornisce software finanziari, di fatturazione e di analisi a migliaia di ospedali, cliniche e farmacie statunitensi, ha dichiarato che gli autori dell’attacco hanno avuto accesso a un volume significativo di file, sottraendoli al sistema.
Secondo Craneware, gran parte dei dati interessati sembra essere costituita da informazioni normative non sensibili o disponibili al pubblico. Tuttavia, l’azienda ha confermato che è stata violata e sottratta anche una parte dei dati dei dipendenti, insieme a un sottoinsieme di record relativi a clienti e partner. Nonostante la violazione, Craneware ha riferito che l’incidente è stato contenuto e che non si sono verificate interruzioni nei servizi ai clienti, nelle operazioni aziendali o nei sistemi principali.
L’azienda ha informato sia l’Information Commissioner’s Office (ICO) del Regno Unito che l’FBI, collaborando nel contempo con specialisti esterni in materia di sicurezza informatica per determinare la portata complessiva della violazione ed eventuali ulteriori obblighi di segnalazione.
L’incidente si aggiunge a una tendenza in crescita di attacchi informatici che prendono di mira i fornitori di tecnologia sanitaria e della catena di approvvigionamento. Poiché Craneware serve circa 2.000 ospedali e sistemi sanitari e 10.000 cliniche e farmacie attraverso la sua piattaforma cloud Trisus, la violazione sottolinea i rischi crescenti affrontati dalle organizzazioni che supportano infrastrutture sanitarie critiche.
I servizi segreti olandesi avvertono: gli hacker russi stanno sfruttando le telecamere IP per lo spionaggio
I servizi segreti olandesi hanno avvertito che alcuni soggetti legati allo Stato russo stanno compromettendo sistematicamente le telecamere IP connesse a Internet nei Paesi Bassi, in altri paesi dell’UE e della NATO e in Ucraina per sostenere operazioni di spionaggio informatico. Secondo il Servizio generale di intelligence e sicurezza olandese (AIVD) e il Servizio di intelligence e sicurezza della difesa (MIVD), gli hacker stanno sfruttando telecamere poco protette per raccogliere informazioni su attività militari, logistica e infrastrutture critiche.
Le agenzie hanno rivelato che i filmati rubati dalle telecamere vengono analizzati usando tecnologie di riconoscimento delle immagini per identificare veicoli militari, rotte di trasporto, consegne di armi e movimenti delle truppe. In Ucraina, queste informazioni sarebbero state usate per localizzare personale e attrezzature militari. I ricercatori stimano che oltre 87.000 telecamere connesse a Internet nei territori della NATO, dell’UE e dell’Ucraina potrebbero essere vulnerabili a causa di falle di sicurezza non corrette.
Gli esperti di sicurezza avvertono che la minaccia va oltre gli obiettivi militari. Le telecamere che riprendono siti produttivi, impianti energetici, snodi di trasporto e centri logistici possono fornire preziose informazioni operative ad attori ostili. Anche dispositivi apparentemente innocui possono rivelare orari di spedizione, spostamenti del personale e procedure di sicurezza.
L’avviso sottolinea il ruolo crescente dello spionaggio informatico nei conflitti moderni ed esorta le organizzazioni a rafforzare la sicurezza delle telecamere tramite l’applicazione di patch, la segmentazione della rete, l’autenticazione a più fattori, l’accesso tramite VPN e l’eliminazione di esposizioni inutili a Internet.
Se siete preoccupati per una delle minacce descritte nel presente bollettino o avete bisogno di assistenza per stabilire quali misure adottare per proteggervi dalle minacce più rilevanti che la vostra organizzazione deve affrontare, vi invitiamo a contattare il vostro account manager oppurea contattarciper scoprire come proteggere la vostra organizzazione.
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